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I Collaborazionisti

Il Caso Euroclear, Olivier Huby e la Sicurezza Finanziaria Europea

Come il Cremlino utilizza reti di influenza e minacce per proteggere i propri asset sovrani congelati in Europa

L'attuale scenario geopolitico, ridefinito dall'invasione russa dell'Ucraina nel febbraio 2022, ha trasformato le istituzioni finanziarie europee in veri e propri fronti di guerra ibrida. In questo contesto, Euroclear, il colosso belga dei servizi finanziari e depositario centrale di titoli, è emerso come l'epicentro di una contesa senza precedenti per la gestione di circa 193-210 miliardi di euro in asset della Banca Centrale Russa, attualmente immobilizzati sotto il regime di sanzioni dell'Unione Europea.1

La centralità di Euroclear nel sistema dei regolamenti internazionali ha reso la società, e in particolare il suo vertice operativo rappresentato dalla CEO Valérie Urbain, il bersaglio primario di una complessa operazione di influenza e intimidazione orchestrata dagli apparati di sicurezza russi.3 Questa campagna non si limita a pressioni diplomatiche o legali, ma si è manifestata attraverso l'azione di figure interne al perimetro aziendale, come il banchiere francese Olivier Huby, e attraverso minacce esplicite di ritorsione sistemica contro Stati, società e singoli individui.4

Il Ruolo di Olivier Huby e l'Infiltrazione nel Perimetro Euroclear

La figura di Olivier Huby rappresenta un caso studio paradigmatico sulla capacità di infiltrazione russa nelle élite finanziarie europee. Huby, 68 anni, vanta un curriculum di altissimo profilo accademico e professionale, essendosi formato presso l'École nationale des ponts et chaussées di Parigi e il Massachusetts Institute of Technology (MIT) negli Stati Uniti.3

La sua traiettoria professionale ha intersecato la diplomazia e la finanza internazionale, con esperienze giovanili presso le ambasciate francesi a Praga e Mosca durante l'era Breznev, seguite da ruoli di rilievo in istituzioni come Paribas (oggi BNP Paribas) e Axa.3 Nel 1999, Huby ha co-fondato Mfex (Mutual Funds Exchange), una piattaforma globale di distribuzione di fondi che è stata acquisita da Euroclear nel 2021.3

Nonostante Huby non ricoprisse un ruolo manageriale o consultivo formale all'interno del gruppo Euroclear dopo l'acquisizione, la sua posizione come membro del consiglio di amministrazione di Mfex gli ha garantito un accesso privilegiato ai massimi livelli della leadership aziendale.3 Questo accesso è stato sistematicamente abusato per tentare di influenzare i processi decisionali relativi agli asset russi, proprio mentre l'Unione Europea intensificava i negoziati con il Belgio per l'utilizzo degli interessi generati da tali fondi per il sostegno militare e la ricostruzione dell'Ucraina.3

Le indagini condotte da un consorzio giornalistico comprendente EUobserver, Humo, De Morgen e il Dossier Center hanno rivelato che Huby operava come un intermediario di fatto per i servizi russi, cercando di organizzare incontri tra la CEO Valérie Urbain e ufficiali dell'intelligence moscovita.3

Documentazione e Analisi dei Viaggi in Russia (2015-2024)

L'elemento più sconcertante emerso dall'analisi dei dati di viaggio forniti dal Dossier Center riguarda l'intensità dei contatti fisici di Olivier Huby con il territorio russo. Tra il 1° gennaio 2015 e il 18 dicembre 2024, Huby ha prenotato un totale di 155 voli da e per la Russia.3 Tale frequenza, pari a circa 15 viaggi all'anno per un decennio, suggerisce una profondità di legami che eccede qualsiasi plausibile motivazione professionale o personale legata al settore bancario europeo, specialmente per un individuo privo di ruoli operativi diretti nel mercato russo per conto di Euroclear.3

L'analisi geografica delle destinazioni toccate da Huby rivela un pattern di interesse che spazia dai centri di potere tradizionali a zone strategiche e industriali della Siberia e degli Urali. Oltre alle frequenti soste a Mosca e San Pietroburgo, Huby ha visitato regolarmente località che ospitano infrastrutture critiche o complessi industriali legati alla difesa russa.

Distribuzione Geografica dei Viaggi di Olivier Huby

LocalitàRilevanza Strategica
MoscaCentro nevralgico politico e finanziario; sede del Bolshoi; quartier generale di GRU e SVR3
San PietroburgoSeconda capitale e hub per le élite vicine al Cremlino3
ArkhangelskPorto artico strategico; vicinanza a basi navali e di test missilistici3
IzhevskCentro della produzione di armamenti leggeri (Gruppo Kalashnikov)3
KazanHub aeronautico e tecnologico; capitale industriale del Tatarstan3
KrasnoyarskCentro industriale siberiano e hub per la logistica mineraria3
NovosibirskCittà della scienza e della tecnologia; importante nodo ferroviario e militare3
TomskCentro accademico e industriale siberiano specializzato in ingegneria3
YekaterinburgCapitale degli Urali; centro della metallurgia e dell'industria pesante legata alla difesa3

Huby ha giustificato questa frenetica attività di viaggio definendola parte della sua "vita privata", citando una passione per il balletto russo e il Teatro Bolshoi, del quale si dichiara patrono e donatore.5 Tuttavia, questa spiegazione appare fragile agli occhi degli analisti dell'intelligence occidentale, poiché non giustifica viaggi in località siberiane remote prive di teatri di balletto di rilevanza internazionale.3

Al contrario, la frequenza dei voli è stata considerata un segnale d'allarme ("red flag") dai servizi di sicurezza, portando al sospetto che Huby potesse agire come un agente di influenza o un doppio agente, sfruttando la sua appartenenza all'élite parigina per operare in una zona grigia tra diplomazia culturale e spionaggio economico.3 Anche la moglie di Huby, Annette Huby, ha effettuato circa 40 voli in Russia nello stesso periodo, talvolta con lui e talvolta da sola, consolidando l'immagine di un nucleo familiare profondamente integrato nel tessuto relazionale russo.3

Affiliazioni e Rapporti Finanziari con gli Apparati Russi

La rete di Huby non è costituita solo da spostamenti fisici, ma è radicata in affiliazioni formali con organizzazioni che fungono da bracci operativi del potere russo. Huby è membro della Società Geografica Russa (RGO), un'istituzione che, nonostante il nome accademico, è strettamente controllata dal Cremlino.5

La RGO ha come presidente del consiglio di amministrazione Vladimir Putin e come presidente Sergei Shoigu, ex ministro della Difesa.5 L'organizzazione è nota per cooperare strettamente con le forze armate e l'intelligence russa, utilizzando spedizioni e progetti di ricerca come copertura per attività geostrategiche. Non essendo soggetta a sanzioni occidentali, la RGO continua a operare in Europa, organizzando eventi in città come Vienna e Budapest, offrendo a figure come Huby una piattaforma legale per interagire con gli apparati russi.5

Oltre alla RGO, Huby ha mantenuto contatti regolari con i circoli diplomatici e accademici russi, partecipando a eventi come la World Policy Conference (WPC) nel 2023 e nel 2024, dove è stato visto interagire con docenti e dirigenti del MGIMO (Istituto statale di Mosca per le relazioni internazionali).5 Il MGIMO è considerato il principale serbatoio di reclutamento per il servizio di intelligence estera russo (SVR) e il GRU. La capacità di Huby di navigare tra questi circoli, unita alla sua attività di investitore e consulente per startup e aziende nei settori dell'ingegneria, della finanza e della logistica, delinea un profilo di "insider" capace di facilitare flussi di informazioni e contatti sensibili tra Bruxelles, Parigi e Mosca.3

La Campagna di Intimidazione Contro Valérie Urbain

L'attività di Huby ha assunto contorni minacciosi a partire dal maggio 2024, in coincidenza con la nomina di Valérie Urbain a CEO di Euroclear e con l'accelerazione dei piani europei per l'uso dei profitti derivanti dagli asset russi.5 Secondo diverse testimonianze documentate, Huby avrebbe tentato di agire come "postino" per conto dell'intelligence russa, esercitando una pressione psicologica crescente sulla nuova direttrice generale.

La Minaccia degli Ufficiali a Ginevra

Poco dopo il suo insediamento il 7 maggio 2024, Huby ha avvicinato Urbain durante un incontro ad alto livello. In quell'occasione, le ha mostrato sul proprio telefono le fotografie di due ufficiali di alto rango dei servizi segreti russi in uniforme militare, riferendo che questi "amici" volevano incontrarla a Ginevra.3 Il messaggio implicito era chiaro: la CEO di Euroclear era nel mirino degli apparati di sicurezza russi, e il rifiuto di negoziare avrebbe comportato conseguenze personali. Urbain, profondamente scioccata dall'incontro, ha cercato immediatamente la protezione delle autorità belghe.3

La "Vendetta" contro il Management

La strategia di Huby non si è limitata alla sola Urbain. A metà del 2024, ha avvicinato un altro membro del comitato esecutivo di Euroclear, chiedendogli di incontrare i suoi contatti dell'intelligence russa. Al rifiuto del dirigente, Huby ha formulato minacce esplicite, suggerendo che la casa del dirigente potesse "andare in fiamme" o che il suo animale domestico potesse "morire improvvisamente".3 Tali tattiche sono caratteristiche delle operazioni psicologiche del GRU, volte a colpire la sfera affettiva e privata per paralizzare la capacità decisionale dei leader istituzionali.

L'Incidente del 2025 e il Clima di Paura

Il culmine di questa pressione si è verificato nella prima metà del 2025. Un alto dirigente di Euroclear è rimasto coinvolto in un episodio di violenza fisica fuori da un locale pubblico.5 Dopo l'accaduto, Huby avrebbe contattato nuovamente Valérie Urbain, facendole riferimento all'incidente con una domanda retorica: "Non vorrai mica finire così anche tu, vero?".5 Questo episodio ha confermato che le minacce non erano semplici avvertimenti verbali, ma facevano parte di una campagna coordinata di intimidazione fisica e psicologica orchestrata dall'intelligence militare russa (GRU).1

La Risposta in Termini di Sicurezza e i Limiti Istituzionali

Nonostante la gravità delle minacce e il fatto che la valutazione del rischio per Urbain fosse stata classificata ai livelli massimi (tre o quattro) dall'Ocam (l'organo belga di coordinamento per l'analisi delle minacce), il Centro di Crisi Nazionale del Belgio ha inizialmente negato la scorta ufficiale di polizia alla CEO, senza fornire motivazioni pubbliche.3

Questa decisione ha evidenziato una vulnerabilità sistemica nella risposta europea alle minacce ibride: i servizi di intelligence belgi (VSSE) si sono dichiarati impossibilitati a indagare efficacemente su Huby poiché l'uomo risiedeva ufficialmente in Francia e Svezia, creando un vuoto giurisdizionale che ha favorito le operazioni russe.5

Di fronte all'inerzia istituzionale, Urbain ha dovuto provvedere autonomamente alla propria sicurezza e a quella della sua famiglia, assumendo guardie del corpo da una società di sicurezza privata belga e, successivamente, affidandosi ad Amarante, una rinomata compagnia francese specializzata in protezione ravvicinata.3 Per oltre un anno, la CEO è stata accompagnata costantemente da scorte armate, un fatto che testimonia la gravità della situazione e il livello di allerta raggiunto all'interno di Euroclear.1

La Dottrina Russa della "Vendetta Eterna" contro Stati e Società

La campagna contro Euroclear non è un fenomeno isolato, ma si inserisce in una dottrina di ritorsione globale che il Cremlino ha comunicato esplicitamente ai vertici politici belgi ed europei. Il Primo Ministro belga, Bart De Wever, ha rivelato pubblicamente che Mosca ha inviato avvertimenti formali secondo cui, se i beni russi fossero stati confiscati o utilizzati, il Belgio e lui personalmente avrebbero sentito gli effetti "per l'eternità".1 Questa retorica della "vendetta eterna" mira a scoraggiare i governi occidentali creando un clima di incertezza legale e fisica permanente.

Minacce agli Stati Sovrani

Il governo belga ha espresso forti riserve sul piano della Commissione Europea di utilizzare gli asset russi come collaterale per prestiti all'Ucraina (reparations loan), temendo ritorsioni che potrebbero destabilizzare l'intera nazione.2

Tipologia di MinacciaMeccanismo di Ritorsione Russo
Instabilità FinanziariaCrollo della fiducia nell'Euro come valuta di riserva se i depositari centrali (CSD) non vengono più percepiti come sicuri2
Rischio di InsolvenzaPossibile bancarotta di Euroclear a causa di cause legali miliardarie nei tribunali russi e internazionali2
Escalation NucleareRetorica del Cremlino (Medvedev) che evoca l'uso di armi nucleari contro il Belgio come risposta al "furto" degli asset1
Cyber-sabotaggioAttacchi alle infrastrutture critiche, porti e aeroporti belgi, già rilevati durante i negoziati UE1

Minacce alle Società e agli Azionisti

Le minacce contro Euroclear si estendono alla sua integrità operativa e finanziaria. La Banca Centrale Russa ha già avviato procedimenti legali in Russia chiedendo danni per 230 miliardi di dollari contro Euroclear, definendo il congelamento dei fondi come un atto di "furto".1 Mosca ha chiarito che, in caso di espropriazione dei suoi beni, risponderà con:

  • Confisca dei Fondi Occidentali: Il sequestro di circa 33 miliardi di euro in fondi di aziende occidentali attualmente congelati nelle banche russe.1
  • Nazionalizzazione di Aziende: L'esproprio forzato delle filiali di società europee e americane ancora attive nel mercato russo, incluse banche e aziende industriali.1
  • Azioni Legali in Giurisdizioni Terze: Il tentativo di sequestrare beni di Euroclear o dei suoi clienti in paesi allineati con la Russia attraverso sentenze di tribunali locali.4

Minacce agli Individui e ai Dirigenti

La dimensione personale della vendetta russa è quella più insidiosa. Oltre a Urbain, altri dirigenti di Euroclear e funzionari del Ministero delle Finanze belga sono stati oggetto di sorveglianza e intimidazione.1 La strategia russa punta a creare un senso di isolamento nei decisori politici, suggerendo che le garanzie dello Stato non sono sufficienti a proteggerli dalla portata dei servizi segreti russi. Questo approccio ha alimentato le divisioni politiche in Belgio, dove alcuni partiti temono che il Paese venga sacrificato sull'altare della solidarietà europea senza adeguate protezioni collettive contro il rischio di ritorsione individuale.13

Implicazioni Geopolitiche e Rischio Sistemico

La vicenda di Olivier Huby e delle minacce a Euroclear mette in luce la fragilità dell'architettura finanziaria europea di fronte a attori statali ostili che utilizzano il "lawfare" e la violenza psicologica come strumenti di politica estera. La posizione di Euroclear come gestore della quasi totalità degli asset russi immobilizzati in Europa la rende un punto di rottura potenziale per la stabilità dell'Eurozona.1

Il Dilemma della Solidarietà Europea

Il Belgio, sostenuto in parte dall'Italia, ha chiesto garanzie che i rischi finanziari e legali derivanti dall'uso dei fondi russi siano condivisi equamente tra tutti i 27 Stati membri dell'UE.4 Se Euroclear dovesse fallire a causa delle sentenze russe, le conseguenze per il mercato globale dei titoli sarebbero catastrofiche. Valérie Urbain ha ripetutamente sottolineato che la proposta di utilizzare gli asset russi potrebbe "creare un squilibrio molto grande" e ammontare a una "confisca" de facto, mettendo in guardia contro decisioni politiche che ignorano le basi legali del sistema finanziario.2

La "Quinta Colonna" e le Reti di Influenza

Il caso Huby evidenzia anche l'esistenza di quella che l'intelligence occidentale definisce una "quinta colonna" di intellettuali e banchieri infatuati della Russia o attivamente cooptati dai suoi servizi.3 In Francia, in particolare, esiste una lunga tradizione di rispetto per il potere russo che può essere sfruttata dal Cremlino per inserire figure come Huby in posizioni di influenza.3 La sua capacità di operare indisturbato, partecipando a conferenze internazionali e sedendo nei board di sussidiarie finanziarie critiche, dimostra quanto sia difficile per le democrazie liberali bilanciare la libertà di movimento e di associazione con la necessità di proteggere le proprie istituzioni vitali dallo spionaggio e dall'intimidazione.3

Considerazioni Finali sul Futuro della Sicurezza Finanziaria

Le minacce documentate di Olivier Huby a Valérie Urbain e la più ampia campagna di vendetta orchestrata dalla Russia contro Euroclear rappresentano un salto di qualità nella sfida di Mosca all'Occidente. Non si tratta più solo di una guerra di sanzioni o di propaganda, ma di un attacco diretto alla sicurezza fisica dei leader economici e alla stabilità delle istituzioni che garantiscono il funzionamento del capitalismo globale.1

L'efficacia dell'intimidazione russa è evidente nel rallentamento dei processi decisionali europei e nella crescente ansia delle autorità belghe.1 Tuttavia, la resilienza mostrata da Urbain e l'investigazione giornalistica che ha portato alla luce le attività di Huby offrono una via d'uscita: la trasparenza e il coordinamento transnazionale dell'intelligence sono gli unici strumenti in grado di neutralizzare gli intermediari che operano nell'ombra.3

Il futuro degli asset russi e la sicurezza dei dirigenti finanziari europei rimarranno indissolubilmente legati alla capacità dell'UE di fornire non solo una base legale solida per le proprie azioni, ma anche un apparato di protezione fisica e politica capace di rispondere colpo su colpo alla dottrina della "vendetta eterna" del Cremlino.1

Sintesi delle Evidenze Documentate

CategoriaDettagli DocumentatiFonte
Profilo Olivier HubyCo-fondatore Mfex, Board Member Mfex (Euroclear), diplomazia Cold War3
Frequenza Viaggi155 voli in 10 anni (2015-2024); 14 dopo febbraio 20223
Legami RussiMembro RGO (Putin/Shoigu), contatti MGIMO, sospetto doppio agente3
Minacce a V. UrbainFoto ufficiali intelligence; minaccia post-incidente bar; pressione incontri Ginevra3
Minacce ad altri ExecIncendio casa; morte animali domestici; violenza fisica3
Asset a Rischio193-210 miliardi € di fondi sovrani russi presso Euroclear1
Ritorsione Statale"Conseguenze per l'eternità" contro Belgio e Bart De Wever1
Azioni LegaliRichiesta danni di 230 miliardi $ da parte della Banca Centrale Russa1

Questa analisi conclude che l'operatività di Olivier Huby non può essere ridotta a una serie di interessi privati nel campo dell'arte, ma deve essere inquadrata come parte integrante dello sforzo bellico ibrido della Federazione Russa volto a preservare i propri asset sovrani attraverso la coercizione dei vertici finanziari europei.1

Bibliografia

  1. Belgian politicians and finance bosses targeted by Russian intelligence - The Guardian
  2. EU leaders weigh using frozen Russian assets to help Ukraine - WSB Radio
  3. Bolshoi-loving banker threatened Euroclear CEO, amid EU talks on Russian assets - EUobserver
  4. Russia Launches Intimidation Campaign in Belgium to Block Use of Frozen Assets - United24 Media
  5. French banker tied to Russia threatened Euroclear CEO, investigation finds - NV.ua
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