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I Collaborazionisti

Il Ponte di Mosca nel Cuore dell'Italia

Come Lega e M5S hanno sistematicamente allineato le loro posizioni alla narrativa del Cremlino durante la guerra in Ucraina

Matteo Salvini
Matteo Salvini, leader della Lega, noto per aver definito Vladimir Putin "il miglior statista al mondo" e per aver indossato magliette con la sua effigie al Parlamento Europeo. Recentemente ha fatto discutere per aver legittimato le elezioni russe del 2024 dichiarando che "quando un popolo vota ha sempre ragione"

Un'analisi documentata rivela come due delle principali forze politiche italiane, la Lega di Matteo Salvini e il Movimento 5 Stelle, abbiano agito come moltiplicatori della propaganda russa, attraverso accordi formali mai rescissi, convergenze retoriche sistematiche e un comportamento parlamentare che ha ripetutamente favorito gli interessi del Cremlino. Dalle stanze dell'Hotel Metropol ai voti contrari in Parlamento Europeo, una rete di comportamenti che solleva interrogativi sulla sovranità decisionale italiana.

La Vulnerabilità Italiana di Fronte all'Influenza Russa

L'Italia è stata storicamente definita come il "fronte vulnerabile" dell'Unione Europea di fronte alle campagne di influenza russa. Una condizione che non nasce oggi, ma affonda le sue radici in una complessa stratificazione di legami economici, politici e culturali che risalgono alla Guerra Fredda. Con il crollo dell'Unione Sovietica, questa eredità non si è dissolta, ma si è trasformata, trovando nuovi vettori in forze populiste e sovraniste che hanno individuato nella Russia di Vladimir Putin un modello di resistenza contro l'ordine liberale globale.

La dipendenza energetica ha fornito ulteriore leva: prima del 2022, il 40% del gas italiano proveniva dalla Russia. Questa interdipendenza ha alimentato la narrativa secondo cui le sanzioni occidentali danneggerebbero l'economia europea più di quanto non colpiscano Mosca. Un argomento sistematicamente adottato sia dalla Lega che dal Movimento 5 Stelle per giustificare la richiesta di allentamento delle misure restrittive.

In questo contesto, la Lega di Matteo Salvini e il Movimento 5 Stelle sono emersi come i principali vettori di una postura geopolitica che, pur oscillando tra istituzionalismo e populismo, ha presentato sistematici punti di contatto con la narrativa strategica del Cremlino.

L'Accordo che Non Si Rescinde: Lega e Russia Unita

Il 6 marzo 2017, a Mosca, la Lega e Russia Unita (Edinaya Rossiya), il partito di Vladimir Putin, firmavano un accordo di cooperazione. Non un semplice protocollo d'intesa, ma un piano d'azione dettagliato che prevede lo scambio regolare di informazioni e delegazioni a vari livelli, la promozione di contatti regionali e la cooperazione in settori chiave come l'economia e "la formazione dei giovani nello spirito del patriottismo".

L'aspetto più critico di questo accordo è la sua persistenza temporale. Firmato per cinque anni con rinnovo automatico in assenza di denuncia formale, il trattato si è rinnovato il 6 marzo 2022, pochi giorni dopo l'invasione dell'Ucraina e i bombardamenti su Kiev. Nonostante l'aggressione russa, la Lega non ha mai interrotto formalmente il patto.

Sebbene esponenti leghisti abbiano tentato di minimizzare definendo l'accordo "carta straccia", l'assenza di un atto ufficiale di rottura segnala una volontà di mantenere aperto un canale politico con il regime di Putin, influenzando negativamente la percezione di affidabilità dell'Italia presso i partner euro-atlantici.

Contenuti dell'Accordo: Un Canale Parallelo allo Stato

L'analisi delle clausole rivela la creazione di un vero e proprio canale diplomatico parallelo a quello dello Stato italiano:

  • Scambio di delegazioni: Organizzazione di riunioni regolari a vari livelli istituzionali, creando canali diplomatici paralleli a quelli dello Stato
  • Cooperazione economica: Promozione di investimenti e scambi commerciali bilaterali, utilizzando il business come strumento di pressione contro le sanzioni
  • Formazione giovanile: Educazione allo "spirito del patriottismo e dell'operosità", convergenza sui valori conservatori e identitari del Cremlino
  • Durata e rinnovo automatico: Validità di 5 anni con rinnovo automatico se non denunciato, garantendo la permanenza del legame politico anche durante la guerra in Ucraina

Il Caso Metropol: 65 Milioni di Dollari per le Elezioni Europee

Nell'ottobre 2018, all'Hotel Metropol di Mosca, si svolgeva un incontro che avrebbe scosso la politica italiana. Gianluca Savoini, stretto collaboratore di Salvini e presidente dell'Associazione Lombardia-Russia, partecipava a una trattativa petrolifera finalizzata a finanziare segretamente la Lega con circa 65 milioni di dollari in vista delle elezioni europee del 2019.

Nonostante l'archiviazione giudiziaria del 2023, motivata dall'impossibilità di provare il passaggio effettivo di denaro, le registrazioni audio dell'incontro hanno confermato l'esistenza di un dialogo fitto tra settori del partito e apparati russi su temi di interesse strategico.

Il comportamento di Salvini durante l'inchiesta è stato caratterizzato da una sistematica reticenza: il leader leghista ha evitato di riferire in Parlamento, lasciando che fosse il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte a spiegare la posizione del governo, e ha continuato a mantenere rapporti con Savoini nonostante il grave imbarazzo istituzionale.

M5S: Dall'Anti-Atlantismo al Pacifismo Strumentale

Il Movimento 5 Stelle ha seguito un percorso di avvicinamento alla Russia che affonda le radici nella fase originaria del movimento, caratterizzata da forte critica alle istituzioni sovranazionali e alla NATO. Tra il 2014 e il 2016, esponenti come Manlio Di Stefano hanno promosso attivamente la versione russa dei fatti riguardanti Euromaidan.

La Demonizzazione dell'Ucraina

Di Stefano definì pubblicamente le proteste europeiste come un "colpo di Stato" finanziato dall'Occidente e accusò il governo ucraino di essere guidato da "neonazisti". Questa terminologia, identica a quella utilizzata dal Cremlino per giustificare l'operazione militare speciale, è stata accompagnata dalla richiesta di abolire immediatamente le sanzioni contro la Russia.

L'affinità è stata ribadita dalla partecipazione di delegazioni pentastellate al congresso di Russia Unita nel 2016, sancendo una sintonia ideologica basata sul comune rifiuto dell'interventismo statunitense e del centralismo europeo.

La Svolta di Conte: Pacifismo Come Arma

Con l'invasione del 2022, il M5S ha inizialmente sostenuto l'invio di armi sotto il governo Draghi, ma ha rapidamente invertito rotta una volta passato all'opposizione. La nuova linea di Giuseppe Conte si è concentrata sulla critica al "complesso militare-industriale" e sulla denuncia del rischio di escalation nucleare.

Conte ha adottato una retorica che pone sullo stesso piano le responsabilità dell'aggressore e quelle dell'Occidente, suggerendo che la continuazione del conflitto sia alimentata dalla volontà di Washington di indebolire la Russia a spese dei cittadini europei. Questo posizionamento ha portato alla rottura con Luigi Di Maio, che ha lasciato il movimento accusando Conte di mettere a rischio la sicurezza nazionale.

Le Convergenze Retoriche con la Propaganda del Cremlino

L'analisi delle dichiarazioni pubbliche di Lega e M5S rivela una convergenza sistematica con i temi chiave della strategia comunicativa russa durante la guerra in Ucraina.

Il Mito del Negoziato Come Resa

Sia Salvini che Conte hanno ripetutamente chiesto la cessazione dell'invio di armi come precondizione per un tavolo negoziale, ignorando che la Russia non ha mai mostrato reale volontà di dialogo che non prevedesse la capitolazione dell'Ucraina. Questa posizione coincide perfettamente con l'obiettivo strategico di Mosca di interrompere i rifornimenti occidentali per consolidare le conquiste territoriali.

L'insistenza sul negoziato immediato viene accompagnata dalla delegittimazione della resistenza ucraina, presentata come ostacolo alla stabilità economica globale. La narrativa secondo cui l'Ucraina sarebbe uno "Stato fallito" o un "burattino degli USA" emerge indirettamente attraverso discorsi che sottolineano l'ineffettività degli aiuti militari.

La Delegittimazione delle Sanzioni

La Lega ha sistematicamente messo in dubbio l'efficacia delle sanzioni, sostenendo che stiano portando l'Italia alla recessione mentre la Russia rimarrebbe indenne. Questa analisi, spesso basata su dati manipolati provenienti dalla Banca Centrale Russa, mira a incrinare la coesione europea facendo leva sulle preoccupazioni degli elettori per il costo della vita.

Particolarmente grave è stata la dichiarazione di Salvini sulla regolarità delle elezioni russe del 2024: "Quando un popolo vota ha sempre ragione". Affermazione che ha ignorato le denunce internazionali su brogli, intimidazioni e assenza di reali competitori, agendo come legittimatore esterno di un processo elettorale farsa.

Il Comportamento Parlamentare: Voti e Ostruzionismo

Oltre alla retorica, i fatti politici si manifestano attraverso l'attività legislativa. Il comportamento di Lega e M5S in Parlamento italiano e al Parlamento Europeo rivela una strategia di ostruzionismo o aperta contrarietà verso le misure più incisive di supporto all'Ucraina.

Parlamento Italiano: Il M5S Contro le Armi

Nel contesto nazionale, il M5S si è distinto per il voto contrario sistematico ai decreti che autorizzano l'invio di forniture militari a Kiev. La Lega, pur facendo parte della maggioranza di governo che sostiene ufficialmente l'Ucraina, ha mostrato segni di insofferenza interna, con esponenti che hanno espresso riserve sull'uso di armi italiane in territorio russo.

Parlamento Europeo: La Russia Come "Stato Sponsor del Terrorismo"

È a Bruxelles che le divergenze diventano più evidenti. Uno dei voti più significativi riguarda la risoluzione del 23 novembre 2022 che dichiara la Russia come "Stato sponsor del terrorismo".

  • Movimento 5 Stelle: L'intera delegazione si è astenuta, giustificando la scelta con il timore che l'etichettatura avrebbe chiuso i canali della diplomazia
  • Lega: La delegazione si è espressa in ordine sparso, con diversi parlamentari che hanno votato contro o si sono astenuti, allineandosi a gruppi di estrema destra europei noti per i legami con il Cremlino

Altro esempio rilevante è il voto sulla fornitura di missili Taurus all'Ucraina (2025), dove Lega e M5S si sono ritrovati uniti nel voto contrario, ricalcando la paura russa di una proiezione di forza ucraina che colpisca obiettivi strategici all'interno della Federazione.

L'Ecosistema della Disinformazione e le Operazioni Ibride

L'Italia è stata bersaglio di una strategia russa coordinata che fonde influenza politica, propaganda e operazioni digitali. Questo ecosistema agisce per massimizzare l'impatto delle narrative favorevoli a Mosca, sfruttando attori politici locali come ripetitori.

La Fabbrica dei Troll e Telegram

Il Cremlino mantiene a San Pietroburgo una "fabbrica dei troll" che ha orchestrato campagne mirate contro figure istituzionali italiane, come il Presidente Mattarella (di cui fu chiesto l'impeachment via social nel 2018) o il ministro Di Maio dopo il suo schieramento pro-Ucraina.

Telegram è diventato il principale rifugio per questo ecosistema. In Italia, migliaia di canali condividono contenuti prodotti direttamente da organi russi come RT o Sputnik, aggirando i blocchi imposti dall'UE. Questi spazi sono caratterizzati da alta circolazione di messaggi polarizzanti che descrivono l'Italia come "servo" degli Stati Uniti e la Russia come "liberatore" del Donbas.

"From Russia with Love": Il Soft Power Medico

Un esempio magistrale di operazione ibrida è stata la missione medica russa inviata in Italia nel marzo 2020 durante la prima ondata di COVID-19. Presentata come atto di solidarietà, includeva personale militare esperto in guerra batteriologica ed è stata accompagnata da imponente copertura mediatica volta a dimostrare che, mentre l'UE abbandonava l'Italia, la Russia accorreva in soccorso.

Nonostante i dubbi sull'effettiva utilità dei materiali (ventilatori obsoleti e disinfettanti non adatti), l'operazione ha avuto successo enorme nel migliorare l'immagine russa presso l'opinione pubblica italiana. Lega e M5S hanno attivamente promosso questa immagine "benevola" della Russia, utilizzando l'episodio per criticare la mancanza di solidarietà europea.

Implicazioni per la Sicurezza Nazionale e la Credibilità Italiana

La convergenza tra le posizioni di Lega e M5S e gli interessi russi non è solo un tema di dibattito politico, ma rappresenta una sfida concreta alla sicurezza nazionale e alla coesione delle alleanze occidentali.

Erosione della Fiducia Transatlantica

L'Italia, pur restando ufficialmente nel solco della NATO sotto la guida di Giorgia Meloni, soffre di una "credibilità a geometria variabile" a causa dell'ambiguità dei suoi partner di governo (Lega) e dell'opposizione principale (M5S). Gli osservatori internazionali percepiscono l'Italia come potenziale "cavallo di Troia" in Europa, dove la propaganda del Cremlino può trovare varchi per bloccare decisioni cruciali.

Polarizzazione dell'Opinione Pubblica

Il costante martellamento su temi come l'inutilità del supporto militare e il peso delle sanzioni ha prodotto una polarizzazione estrema. Sondaggi indicano che gli elettori di Lega e M5S sono tra i più ostili all'invio di armi, alimentando una frattura sociale che limita lo spazio di manovra di qualsiasi governo italiano.

La Rete Territoriale Pro-Cremlino

Non va sottovalutata la rete capillare di associazioni "culturali" che operano offline, specialmente nelle regioni del Nord. Gruppi come "Veneto-Russia", "Associazione Russia Emilia-Romagna" o "Vento dell'Est" organizzano mostre fotografiche sulla "rinascita" di Mariupol sotto l'occupazione russa e proiezioni di documentari propagandistici, spesso con patrocinio di enti locali o supporto di esponenti leghisti.

Conclusioni: Una Rete di Comportamenti Collaborazionisti

L'analisi documentata dei comportamenti di Lega e M5S nel periodo 2014-2025 rivela una complessa rete di interessi reciproci che trascende la semplice affinità ideologica. Se per la Russia l'obiettivo è la destabilizzazione del fronte occidentale attraverso il "ventre molle" dell'Europa, per i due partiti italiani il legame con Mosca ha rappresentato una leva di differenziazione politica e un modello di leadership autoritaria da contrapporre alla democrazia parlamentare tradizionale.

Le evidenze raccolte dimostrano che:

  • La Lega mantiene un legame formale mai rescisso con il partito di Putin, influenzando la percezione di affidabilità dell'Italia e mantenendo attive reti di influenza economica e politica
  • Il Movimento 5 Stelle ha adottato una narrativa pacifista strumentale che ricalca i punti chiave della propaganda russa sull'escalation e sull'inutilità della resistenza ucraina
  • Entrambi i partiti hanno utilizzato le sanzioni e la crisi energetica per alimentare il dissenso interno contro la linea atlantica, agendo come moltiplicatori delle narrazioni prodotte a Mosca
  • Il comportamento parlamentare, sia a Roma che a Bruxelles, ha sistematicamente favorito gli interessi russi attraverso voti contrari, astensioni strategiche e ostruzionismo soft
  • L'ecosistema della disinformazione ha trovato in questi partiti degli amplificatori fondamentali per raggiungere l'opinione pubblica italiana

La resilienza delle istituzioni democratiche italiane dipenderà dalla capacità di riconoscere e isolare queste dinamiche, rafforzando i presidi contro la disinformazione e garantendo che le scelte di politica estera rimangano ancorate a una valutazione oggettiva della sicurezza nazionale e del diritto internazionale, sottraendole alle oscillazioni di un populismo geopolitico funzionale agli interessi di potenze ostili.

La domanda che l'Italia deve porsi non è se esistano convergenze tra questi partiti e la Russia, ma quanto a lungo il sistema democratico possa permettersi di tollerare comportamenti che, sistematicamente e documentatamente, servono gli interessi del principale avversario strategico dell'Occidente.
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